Luigino è un bambino piccolino e magrolino, con occhialetti rossi e tondi sul quel naso che sembra volersene volare via da un momento all’altro (soprattutto quando qualcuno gli fa i dispetti).

Ha le orecchie a sventola e in più gli tocca portare l’apparecchio, perché ha i denti un po’ storti come suo fratello Andrea, che però ora è grande e quindi l’apparecchio può non portarlo più.

A Luigino piacciono le figurine dei Dragon Ball e dei calciatori, le colazioni dalla nonna con i Tegolini, le partite al computer con il suo amico Mirko e la moto come quella di Valentino Rossi il pilota di Moto Mondiale.

Non gli piacciono, invece, le scarpe che non sono scarpe da tennis e non sopporta le bambine che stanno sempre a giocare con la loro Barby o con tutte quelle cosette per colorarsi la faccia e poi ridere come le sciocchine.

Ma quello che proprio lui non può soffrire è proprio questo modo, che tutti hanno, di starlo sempre a chiamare L u i g i no!

E volete sapere perché?

Perché è stufo di sentirsi dire: L u i g i no

non puoi decidere tu cosa mangiare a pranzo

non puoi saltare la scuola quando ti pare

non puoi comprarti tutti i giochi nuovi e più belli perché non si spendono così i soldi che papà guadagna con tanta fatica

e non puoi guidare anche tu la macchina, uscire da solo senza chiedere il permesso come tuo fratello, parlare al cellulare con i tuoi amici tutto il tempo che vuoi

etc etc etc...

Insomma è stufo, anzi arcistufo, di tutte le volte che gli adulti gli dicono che non può fare questo o quello!

La mamma Laura è tanto paziente e cerca di prenderlo con le buone: gli spiega ancora una volta che c’è un tempo per ogni cosa e che anche essere piccolo è bello e ha i suoi vantaggi.

Il papà Federico lo rimprovera, non perché non gli vuole bene ma perché vuole insegnargli a rispettare le regole e a fidarsi dei genitori. Infine il fratello Andrea qualche volta lo accontenta e lo porta in giro con lui e i suoi amici.

Ma non c’è niente da fare: Luigino è arci-arcistufo di essere sempre piccolo e obbligato a obbedire a tutti!!

Allora diventa nervoso e pensoso.

A scuola, durante l’intervallo, se ne sta sempre in disparte e a casa se ne sta sempre chiuso nella sua cameretta, dimenticando quando è ora di mangiare, di mettersi a letto o uscire per andare alla lezione di basket.

Non si accorge del tempo che passa, non va più a trovare la nonna Francesca, non fa caso al cielo fuori dalla finestra, non risponde alle domande che gli vengono fatte e se qualcuno prova ad avvicinarlo, chiamandolo per nome, ecco che scappa via o fa finta di nulla: non è più lui!

Quando la sua mamma, al mattino, lo chiama per farlo svegliare, lui si tappa le orecchie con il cuscino e poi nasconde ostinatamente la testa sotto le coperte.

Quando la maestra lo rimprovera perché non sta attento durante la lezione lui non si scompone per niente: fa finta di non sentire e si mette a scrivere barzellette sul piano del suo banco.

Quando il fratello non gli dà il permesso di usare il computer che sta nella propria stanza, lui entra senza farsi vedere e si chiude a chiave, lasciandolo tranquillamente fuori dalla porta.

E quando il suo papà gli dice che è ora di spegnere la televisione, per dispetto la alza a tutto volume, facendo arrabbiare tutto il vicinato.

Perché si comporta così?

Ma perché vuole diventare grande e finalmente libero di fare quello che vuole!!!

Per questo motivo ha deciso di liberarsi, a tutti i costi, di quel no che sta sempre appiccicato al suo nome: quando se lo vede arrivare contro, lo blocca a mezz’aria facendolo precipitare fra mille capitomboli, lo abbatte facendoselo rimbalzare addosso, lo buca come un palloncino, lo acchiappa al volo anche quando è veloce o lo fa cadere senza sforzo e senza rumore, come una foglia secca che si stacca dall’albero.

E poi lo raccoglie e lo ributta con rabbia e all’impazzata in faccia a chi lo ha lanciato.

Se la nonna, che lo aiuta a studiare mentre lavora ai ferri, gli dice che deve smettere di giocare e prendere i libri:

...Luigi... n o!! non mi va!- risponde lui in malo modo.

Se la signora che gli prepara il pranzo gli dice che deve mangiare la verdura:

...Luigi... n o non la voglio la verdura perché mi piacciono solo le patatine fritte!- grida lui.

Se il suo amichetto rivuole il videogioco che gli ha prestato:

...Luigi... noo non te lo restituisco perché piace a me!- dice lui con arroganza e prepotenza.

Avete capito?

Li va a ripescare fra le coperte del suo letto, sotto al piano del suo banco di scuola e nel cesto della lana della nonna e li rilancia in ogni direzione senza nemmeno far caso a dove vanno a finire.

E poi:

li ritrova fra le patatine fritte e nelle tasche dei grembiuli dei sui compagni, sulla cattedra vicino agli occhiali della maestra e dietro la porta della stanza di suo fratello Andrea e se ne impadronisce per fare la guerra a tutti.

E ancora:

li appiccica per bene fra loro in modo da farne un mucchietto sempre più grosso e impenetrabile che comincia a portarsi sempre dietro, per salirci sopra quando non riesce ad arrivare dove vuole, per tenerlo piazzato minacciosamente di fronte a quelli che tentano di contraddirlo, per impugnarlo come scudo contro tutto ciò che non gli piace: ecco che se ne va in giro come un eroe, non ha paura di nulla e afferra con la forza ogni cosa.

Si sente il più forte di tutti, in grado di fare quello che vuole quando vuole e di comandare gli altri bambini, perché persino gli adulti rimangono smarriti e impotenti di fronte a

LUIGI N O

così pesante che la mamma non ce la fa più a prenderlo in braccio,

così ingombrante da non poter entrare più nel banchetto di scuola,

così tagliente e aggressivo che i suoi amichetti hanno paura ad avvicinarlo,

che manda fulmini e saette anche nelle belle giornate di sole,

così sgraziato e rumoroso che la nonna si vergogna a portarlo al parco.

E poi sempre più antipatico e ignorante,

che per quanto cresce sembra voler aprire il cielo e sfondare tutti i pavimenti,

che non lascia spazio a nessuno vicino a lui,

che nel buio della notte chiama i fantasmi e gli incubi...

insomma, ormai solo un paio di occhialetti rossi e un apparecchio per i denti fanno ancora pensare a un bambino!

Finché una triste mattina, nello specchio della cameretta, compare riflesso solo

Luigi N O

...lo vedete anche voi, che lui sta piano piano scomparendo?

Perché è il N O che si sta sbarazzando di lui e non il contrario, come sembrava all’inizio!

Il poveretto ha capito di aver sbagliato tutto e di essersi cacciato nei guai, ma non sa come fare per rimediare!!

Allora decide di assaggiare la verdura, almeno per una volta e scopre che in fondo non è cattiva, anzi, le zucchine sono proprio buone!

Poi si lascia convincere più facilmente a fare i compiti e si rende conto che è molto meglio farli subito senza protestare e con l’aiuto di qualcuno, così poi è libero di andare a giocare!

Infine impara a restituire prontamente le cose che non sono sue e capisce che così gli altri bambini sono più disposti a fargli prendere i loro giocattoli, visto che ora non cerca più di tenerseli senza ridarli indietro.

Insomma, è veramente pentito e non sa più che fare per rimediare ai troppi capricci che ha fatto fino a quel momento, allora si butta a piangere come un disperato: lacrime, lacrime e ancora lacrime cominciano a piovergli dalle guance, allagando ogni cosa intorno a lui...

E proprio a questo punto ecco che accade un miracolo:

quel mostro che lo opprime comincia ad ammorbidirsi e a sciogliersi e ed evapora nell’aria senza far rumore!

E infine se ne va via del tutto, come una bolla di sapone grossissima, ma che scoppia subito se solo la sfiori con un dito...

E lui?

Dov’è finito?

Ma è finalmente tornato ad essere Luigino!!!

Un bambino a cui certe cose piacciono e altre no, né troppo buono né troppo disubbidiente.

Un bambino che ha capito che essere grande e libero non vuol dire poter fare o non fare tutto e senza regole.

E che sa bene che senza quel piccolo no non potrà mai,

quando sarà ora,

diventare Luigi.

 

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